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Planeta

Vino, vinello, acquerello medievale

Mi siano i tuoi seni come i grappoli della vite, il profumo del tuo respiro come quello dei cedri e il

Bruno Albani

Mi siano i tuoi seni come i grappoli della vite, il profumo del tuo respiro come quello dei cedri e il tuo palato come ottimo vino che scenda dritto alla mia bocca e fluisca sulle labbra e sui denti. (Cantico dei Cantici 7,9 - 10).
L'Italia nel medioevo fu metà delle invasioni barbare e le numerose guerre causarono devastanti danni alla viticoltura. La sopravvivenza di questa nobile arte, già conosciuta in epoca romana, si deve ai monaci che al fine di produrre il vino, l'indispensabile simbolo liturgico del sangue di Cristo, ci si dedicarono pazientemente.
Interessantissime documentazioni in proposito, arrivano dal monastero di Vallombrosa, dove anche grazie alla posizione isolata, si svilupparono e migliorarono le tecniche di coltivazione dei vitigni.
Il vino nel medioevo era suddiviso in tre qualità. La prima era ottenuta con una blanda spremitura e produceva un succo naturale e corposo, era il prodotto migliore e solo i ricchi potevano permetterselo. La seconda spremitura, più vigorosa, offriva un succo di qualità inferiore probabilmente bevuto dal Clero. Infine la terza, che generava un quasi vino chiamato "acquerello", consumato dai poveri e ricavato aggiungendo acqua alla poltiglia delle vinacce.
Per rinforzarne gli aromi, il vino medioevale era "condito" ripetutamente con erbe, spezie, miele ed assenzio, mentre per essere conservato fino a tre o quattro anni era cotto, pena la perdita di tre quarti della sua quantità.
Il vino non fu solo utilizzato come bevanda ristoratrice, ma anche consigliato come ricostituente per i malati e impiegato nella preparazione di farmaci. Il potere clericale della vermiglia bevanda, divenne il bersaglio satirico del popolo costretto alla sua astinenza.
Vi riportiamo perciò, tradotta dal latino, una leggendaria parodia medioevale del Pater Noster. "Padre Bacco che sei nei boccali, sian santificate le tue vendemmie, venga il tuo tempo di fermentazione, facci ben bere del buon vino quotidiano, offri a noi grandi bevute come noi le rioffriremo ad altri, inducici con le tue tentazioni aromatiche e liberaci dall'acqua."